Malasanità e… malasanità da risarcire

Non sempre la malasanità è risarcibile

Il campo della malasanità è molto ampio e abbraccia numerosi aspetti, dai più semplici ai più complessi. Prima di tutto occorre distinguere tra malasanità e malasanità risarcibile. Sappiamo che può non far piacere, ma è realtà dei fatti che non sempre la malasanità è risarcibile.

Pensiamo ai tempi epici per alcune visite specialistiche o esami diagnostici. Aspettare più di dodici mesi per effettuare una tac o un’ecografia non è certo lo specchio di una sanità che funziona a dovere. Ma questa è malasanità non risarcibile, fino a che non produce un danno concreto al paziente.

La cosiddetta “medicina difensiva” nasce così per giustificare tempi di attesa degni del terzo mondo. In realtà un medico che sa fare bene il proprio lavoro capisce quali sono gli esami da prescrivere per inquadrare e risolvere il problema del paziente.

Quando a seguito di negligenza non si verifica però un danno concreto al paziente, parliamo ancora di malasanità non risarcibile. Per esempio questo accade quando ci troviamo di fronte alla superficialità di un controllo o all’insufficiente preparazione di un medico.

Parliamo anche di mancanza di posti letto (perfino nelle terapie intensive!). Ne abbiamo avuto prova di recente. E così dei costi esagerati che gli ospedali sostengono per l’acquisto di medicinali venduti in farmacia a prezzi molto più bassi.

Consideriamo anche le gravi conseguenze per la mancata sostituzione dei filtri negli impianti di aerazione in reparti ad alto rischio. Le infezioni nosocomiali sono all’ordine del giorno!

Spesso si verifica anche una totale inosservanza delle regole basilari dell’igiene.

Che dire poi del trattamento sgarbato di alcuni infermieri? Per fortuna la maggior parte di loro sono invece persone meravigliose!

Quando la malasanità è risarcibile

Si può richiedere il risarcimento di un danno per malasanità quando:

  • L’errore medico ha provocato un danno.
  • L’errore è dimostrabile.
  • Il danno è permanente (o semi-permanente).

Quando manca anche uno solo dei tre elementi, la strada è decisamente in salita.

Un quarto elemento è il tempo. In base al tipo di danno abbiamo 10 oppure 5 anni di tempo per far valere i nostri diritti. Oltre questi termini l’errore medico cade in prescrizione. Per approfondimenti sulla scadenza della domanda di risarcimento per malasanità vi invitiamo a consultare la pagina apposita.

Possiamo dunque affermare che:

un danno medico che abbia causato invalidità permanente o morte è senza dubbio risarcibile.

Far valere i propri diritti e ottenere il risarcimento che spetta però è tutto un altro paio di maniche. Purtroppo non basta fare una denuncia nella speranza che tutto si sistemi per caso. Qui inizia la strada in salita. Occorre “argomentare” la richiesta. Bisogna documentare bene l’errore da un punto di vista medico e scientifico. È necessario poi essere “incisivi” mettendo in atto le migliori strategie legali.
Fai valutare in modo del tutto gratuito il tuo caso di malasanità dal nostro staff medico-legale. Malasanita360 segue con cura ogni singolo caso.

Tipi di danno medico risarcibile

Abbiamo visto cos’è la malasanità e quando è risarcibile. Ora ci occupiamo dei diversi tipi di danni medici risarcibili.

Danno biologico

Come riporta il Quotidiano di informazione giuridica Altalex, per danno biologico si intende “la lesione temporanea o permanente all’integrità psico-fisica della persona, che esplica un’incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato. Indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacità di produrre reddito“.

L’importo del risarcimento è in proporzione ai punti di invalidità riconosciuti al paziente. Il punteggio si calcola in base alla lesione subita. L’importo però è inversamente proporzionale all’età del danneggiato. In altre parole, la somma risarcita è più alta quando la lesione è maggiore e l’età minore.

Per fare un esempio: una persona di 80 anni e una di 40 anni hanno gli stessi punti di invalidità. Quella di 40 anni avrà un risarcimento maggiore.

La somma determinata in base alle tabelle oggi in uso, può essere aumentata dal giudice fino al 30%. Questa condizione si verifica solo se si riesce a dimostrare che il danno incide su specifici aspetti dinamico-relazionali documentati e obiettivamente accertati.

Un buon supporto medico-legale può veramente fare la differenza!

Danno economico per spese mediche

Le spese mediche conseguenti a un danno provocato da medici o da strutture ospedaliere, sono risarcibili. Si tratta infatti di spese che il soggetto che ha subito il danno dovrà sostenere per terapie o interventi riparatori.

Danno economico per la diminuzione della capacità di produrre reddito

A seguito del danno, il paziente può perdere la capacità di produrre reddito. L’importo da risarcire è pari alla diminuzione reddituale.

La Cassazione Civile, sez. lavoro, con la sentenza n° 26081 del 30/11/2005 ha riconosciuto come risarcibile anche il danno futuro subito dal disoccupato. In questo caso si tratta di un danno patrimoniale futuro che viene valutato in base alle chance mancate del danneggiato.

Danno esistenziale

Il danno esistenziale è definibile come il danno arrecato all’esistenza. In altri termini quel danno che si traduce in un peggioramento della qualità della vita a causa della lesione. Può essere stabilito dal giudice in via equitativa.

In generale si tratta di tutti quei danni che non possono essere considerati danni alla salute. Essi non si traducono in una lesione psicofisica ma incidono comunque su valori fondamentali dell’esistenza di un individuo.

Il danno esistenziale è definito anche “danno alle attività realizzatrici della persona umana”, “perturbamento dell’agenda quotidiana” e/o “la rinuncia forzata ad occasioni felici”. Si tratta quindi della lesione alla possibilità di accedere a tutti gli intrattenimenti e a quelle attività tipiche che realizzano la persona umana.

Come abbiamo appena visto, il riconoscimento del danno esistenziale è una cosa più che giusta. Peccato però che nel 99,9% dei casi resti solo teoria. Si fa un gran parlare della necessità di riformare la giustizia. Siamo d’accordo! Riformiamo la giustizia anche in questo settore. Partiamo con l’applicare le leggi. Da lì in avanti si potrà solo migliorare.

Danno morale

Il danno morale è il danno derivante dal dolore patito dal paziente a seguito della lesione subita. La determinazione della percentuale del danno morale viene effettuata caso per caso. Si deve tenere conto dell’entità della sofferenza e del turbamento dello stato d’animo, oltre che della lesione alla dignità della persona, in rapporto all’evento dannoso.

Di solito la controparte boccia la richiesta dei danni morali. Anche molti giudici ritengono superflua tale richiesta. Il più delle volte si ritiene già inclusa nel danno esistenziale. Malasanità360 non è d’accordo. Se è previsto il danno morale, allora che venga riconosciuto e si abbia il diritto di richiederlo.

Purtroppo negli anni tutti ne hanno abusato, richiedendo il danno morale anche quando non ne avevano il diritto. Il risultato è che ora è divenuto qualcosa di “aleatorio”. Bisogna agire con buonsenso in base alle corrette interpretazioni delle leggi.

Nota bene
La Cassazione Civile ha stabilito che non basta appesantire il punto di base indicato nelle tabelle per la liquidazione del danno non patrimoniale. Il danno esistenziale e il danno morale devono essere valutati in modo autonomo. (Sezione Terza Civile, sentenza n° 18611 del 22/09/2015).
Questa sentenza ha aperto nuove porte verso una più equa valutazione del danno, nel pieno rispetto dell’articolo 3 della Costituzione.

Anche in questo caso, solo un professionista che conosce bene tutte le sentenze in materia di danno da errore medico può tutelare al meglio il paziente.

Danno economico, danno esistenziale e danno morale dei familiari

In caso di lesioni gravi, in sede di liquidazione del danno il giudice deve tenere conto della sofferenza interiore (o patema d’animo) e dello sconvolgimento della vita dei familiari (genitori, fratelli, coniuge).

In ultimo, teniamo a sottolineare un concetto basilare: non basta chiedere un danno per ottenerlo. Bisogna sapere quando, a chi e come richiederlo.

Contatta Malasanità360, saremo al tuo fianco per far valere i tuoi diritti.

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