Risarcimento danni

per inadeguata assistenza post-operatoria

9 Febbraio 2022 / in casi risolti, errore medico / da Malasanità360

Malasanità360 ha ottenuto il risarcimento danni per un paziente di 60 anni che due anni fa è rimasto paralizzato a seguito di un’inadeguata assistenza post-operatoria. L’errore è avvenuto in un ospedale di eccellenza del nostro paese. Purtroppo gli errori medici possono accadere anche nelle migliori strutture.

Il racconto della moglie del paziente

“Una sera, a cena, mio marito non si è sentito bene. Siamo corsi all’ospedale e ci è stato detto che si è trattato di un episodio sincopale con probabile arresto cardiaco. L’ecocardio fatta quella sera evidenziava una stenosi aortica severa, tutti gli altri esami erano buoni.”

Dimesso dall’ospedale in cui era stato ricoverato, il paziente decide di rivolgersi ad una struttura da lui ritenuta “la migliore”. Fissata la visita di controllo, viene proposto un intervento definito di routine, con rischi pressoché nulli per il paziente.

L’intervento sembra riuscito perfettamente, lo specialista cardiochirurgo rassicura i parenti e il paziente stesso: tutto è andato per il meglio. Dopo il ricovero di prassi in terapia intensiva, il paziente viene spostato nel reparto ordinario. Si parla addirittura di dimissioni a breve.

Il racconto della moglie del paziente

“Devo dire che appena hanno trasferito mio marito nel reparto non mi sono sentita molto tranquilla. Mi sembrava che gli infermieri non lo seguissero come avrebbero dovuto. Mio marito sudava, aveva dolore e il battito era accellerato, ma nessuno si è preoccupato più di tanto. Ho chiesto di parlare con un medico, di farlo visitare. Sono stata accusata di essere troppo apprensiva. Dopo le mie insistenze mi hanno rassicurata dicendomi che lo stavano monitorando attentamente.”

L’errore medico

Ma purtroppo così non è stato. Il paziente non era monitorato come avrebbe dovuto e quando è andato in arresto cardiaco nessuno del personale dell’ospedale si è accorto. Fortunatamente la moglie era presente ed è stata lei ad avvisare i sanitari delle condizioni critiche del marito. Sono riusciti a salvarlo, sì. Ma oggi il paziente è costretto a vivere in un letto, paralizzato. Il mancato afflusso di sangue al cervello per oltre dieci minuti ha prodotto lesioni irreversibili in ampie aree dell’encefalo. Il nesso causale è chiaro e il ritardo con cui i medici sono intervenuti non è in alcun modo giustificabile.

Il risarcimento

Il caso si è concluso in via stragiudiziale, con un risarcimento pari a 1.600.000 euro a favore del paziente e dei suoi familiari.

Nessun risarcimento potrà restituire la vita di prima, la carriera e la salute al paziente. Tuttavia, il risarcimento, oltre ad essere una forma di giustizia nei confronti di chi ha subito un danno, sarà d’aiuto a non fargli mancare nulla a livello di assistenza.

 

 

Nota bene: Il caso è arrivato a definizione in via stragiudiziale, quindi senza un atto pubblico emesso da un tribunale. Per motivi di privacy dunque si omettono dettagli che potrebbero far identificare il paziente e/o la struttura in cui si sono svolti i fatti. (Regolamento Ue 2016/679 – GDPR)

numero verde risarcimento malasanita
Nota

Se anche tu hai subito un errore medico per inadeguata assistenza post-operatoria che ha cambiato la tua vita, contattaci.
Insieme verificheremo se ci sono i presupposti per richiedere un giusto e dovuto risarcimento per malasanità.