errore durante il parto

Risarcimento danni per errore in sala parto

Malasanita360 ha richiesto 4 milioni di euro per un grave errore commesso da un medico durante una visita ginecologica.

La paziente, alla 25ma settimana di gravidanza, si è recata in ospedale per forti dolori addominali. Ha richiesto così di essere visitata da un ginecologo. Durante l’ecografia, il medico accerta che il feto è in posizione podalica. A quel punto, il medico decide di effettuare delle manovre per capovolgere il bambino.

Il racconto della paziente:

Un incubo! Non ricordo di aver mai provato dei dolori così forti in vita mia. Sentivo che stava succedendo qualcosa al mio bambino. Continuavo a chiedere: «Dottore, è sicuro?» Ma lui non mi rispondeva. Io continuavo a gridare: «Cosa sta facendo? Cosa sta succedendo?». L’unica risposta che ricevetti fu: «Stia tranquilla, è il mio lavoro.»

L’errore medico:

In netto contrasto con le linee guida, il ginecologo ha tentato una manovra sconsiderata. In primis, perché accade spesso che un feto sia in posizione podalica durante la gravidanza. Non c’è da preoccuparsi. Il nascituro ha tempo fino all’ottavo mese per girarsi e assumere la posizione corretta. In secondo luogo, una manovra come quella può causare la rottura delle membrane. E purtroppo è proprio quello che è accaduto!

A quel punto il ginecologo comunque avrebbe potuto “salvare” la situazione. Doveva effettuare subito il parto cesareo! Le conseguenze sarebbero state ridotte rispetto a quanto accaduto.

Invece i medici hanno scelto di far partorire la paziente per via vaginale. Questa opzione fra l’altro è vietata fino alla 32ma settimana!

Il bambino ha riportato una forte sofferenza durante il parto, causa di emorragia cerebrale. A distanza di 2 anni dall’evento, oggi il piccolo è tetraplegico. Ha costante bisogno di cure da parte dei genitori, anche per svolgere le funzioni di base.

Se i medici avessero agito seguendo le linee guida, il bambino sarebbe oggi del tutto normodotato. Può una scelta errata cambiare la vita di una persona? Purtroppo sì. Una scelta avventata può cambiare la vita di un’intera famiglia!

Il risarcimento:

Il caso si è concluso con un risarcimento di 3 milioni e 215 mila euro a favore del piccolo paziente e della sua famiglia.

Nota bene: per motivi di privacy si omette ogni dettaglio che potrebbe portare all’identificazione del paziente e/o della struttura in cui si sono svolti i fatti. (Regolamento Ue 2016/679 – GDPR)